Sorveglianza sanitaria in Lombardia: cosa cambia nel 2026

Sorveglianza sanitaria in Lombardia: cosa cambia nel 2026

Sorveglianza sanitaria in Lombardia: cosa cambia con le nuove linee guida 2026

La salute e sicurezza nei luoghi di lavoro si evolvono. Con la recente Deliberazione della Giunta regionale n. XII/5428 del 1° dicembre 2025, Regione Lombardia ha introdotto importanti novità per rendere la sorveglianza sanitaria più efficace, moderna e attenta ai nuovi rischi professionali .

Questo provvedimento, pubblicato nel BURL il 15 dicembre 2025, non è solo un adempimento burocratico, ma rappresenta un cambio di passo nel modo di intendere la prevenzione, ponendo al centro il benessere organizzativo e il ruolo attivo del medico competente. In questo articolo vediamo i punti salienti.

Il cuore della novità: gestire l'impatto dello stress lavoro-correlato

Il fulcro delle nuove linee guida è l'approvazione del documento "Linee di indirizzo per la gestione dell'impatto sulla salute del rischio stress lavoro-correlato" . Perché questo focus? Perché le trasformazioni del mondo del lavoro – digitalizzazione, smart working, invecchiamento della forza lavoro – hanno fatto emergere nuovi rischi psicosociali che non possono più essere ignorati.

L'obiettivo è duplice e ambizioso:

  • Promuovere la qualità e l'efficacia della sorveglianza sanitaria svolta dai medici competenti .

  • Superare la logica della "medicalizzazione" del singolo caso, privilegiando invece la prevenzione primaria, ovvero interventi che agiscono direttamente sull'organizzazione del lavoro .

Un metodo integrato per la valutazione del rischio stress

Le linee guida non lasciano spazio all'improvvisazione. Viene proposta una metodologia chiara che integra gli strumenti classici (come le check-list INAIL) con strumenti più qualitativi e approfonditi . L'analisi si struttura in due fasi principali:

  1. Valutazione preliminare (obbligatoria): Si basa su indicatori oggettivi e verificabili, raggruppati in eventi sentinella (es. richieste di visita, assenze), fattori di contenuto e di contesto del lavoro.

  2. Valutazione approfondita: Scatta quando la prima fase evidenzia criticità. Qui si utilizzano strumenti che misurano la percezione soggettiva dei lavoratori, come questionari e focus group, per comprendere a fondo le dinamiche stressogene .

Il nuovo ruolo del medico competente: da controllore a partner della prevenzione

Questa è forse la novità più rilevante. Nelle nuove linee guida, il medico competente diventa una figura centrale e proattiva . Non si limita più a fare visite ed esprimere giudizi di idoneità, ma è chiamato a:

  • Collaborare attivamente alla valutazione dei rischi (art. 25, D.Lgs. 81/08) .

  • Intercettare precocemente i "segnali sentinella" di disagio durante le visite periodiche.

  • Integrare i dati clinici con quelli organizzativi, raccogliendo informazioni anonime e collettive utili a orientare le misure di prevenzione .

La gestione dei casi di disagio lavorativo

Quando lo stress ha già prodotto effetti sulla salute, il percorso si fa più strutturato. Per i casi complessi, è previsto l'invio a Unità Operative Ospedaliere di Medicina del Lavoro (UOOML) per accertamenti di secondo livello, con équipe multidisciplinari (medici del lavoro, psicologi). L'iter prevede:

  • Una valutazione psicodiagnostica approfondita (colloquio e test) .

  • Un incontro di restituzione al lavoratore.

  • Un confronto con i referenti aziendali per individuare misure di gestione del caso.

  • Un controllo a medio termine (6-12 mesi) per verificare l'efficacia delle misure adottate .

Non solo stress: attenzione anche all'edilizia

Parallelamente al tema dello stress, Regione Lombardia ha aggiornato anche le Linee Guida per la Sorveglianza Sanitaria in Edilizia (in continuità con la DGR 1817/2025). In questo settore ad alto rischio, le novità riguardano :

  • Maggiore personalizzazione del protocollo sanitario in base alle condizioni concrete di lavoro e alle caratteristiche del lavoratore (età, genere, patologie).

  • Focus sui lavoratori immigrati, con attenzione alle patologie endemiche dei Paesi di provenienza.

  • Controlli specifici per esposizioni particolari (amianto, silice, IPA) e per l'uso di sostanze stupefacenti e alcol per mansioni a rischio .

Quali prospettive per il 2026?

Con l'aumento dei controlli previsto a livello nazionale (assunzione di nuovi ispettori del lavoro) , adeguarsi a queste linee guida non è solo una scelta di responsabilità, ma una strategia vincente per le aziende. Una sorveglianza sanitaria ben impostata significa:

  • Ridurre l'assenteismo e prevenire patologie professionali.

  • Migliorare il clima aziendale e la reputazione dell'impresa.

  • Evitare sanzioni economiche e responsabilità penali .

La Lombardia traccia una strada chiara: la sorveglianza sanitaria del futuro è integrata, dinamica e sempre più attenta alla persona e all'organizzazione. Un investimento in prevenzione che tutela la salute dei lavoratori e rafforza la sostenibilità delle imprese.